La stagione del Benevento è terminata nel peggior modo possibile, l’umiliante sconfitta per 5-1 con la Juventus Next Gen e l’eliminazione al primo turno dei playoff per la Serie B hanno gettato nello sconforto la piazza. Per cercare di ricostruire ciò che è successo, il giornalista di Ottochannel e responsabile comunicazione dell’Afragolese Pasquale Ciambriello ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Campania Nel Pallone.
Sul calo del girone di ritorno – “Qualcosa di importante nello spogliatoio è successo, sicuramente una frizione tra i giovani e i senatori. Credo che si sia rotto qualcosa all’interno. Nel girone d’andata, lo Stadio Ciro Vigorito era un vero e proprio fortino. Il girone di ritorno è staro da retrocessione. Poi è mancato sicuramente qualcosa a livello di tenuta mentale nello spogliatoio e si è sentita la mancanza di leader, che sono quelli devono fungere da traino nello spogliatoio. Secondo me, le prime avvisaglie vi erano già con il match con la Cavese dove il Benevento ha rischiato di pareggiare. Poi, il tutto è stato mascherato dalla vittoria in rimonta con il Catania anche se da lì non si è più vinto per 4 mesi. Auteri ha anche rivelato di essere rimasto deluso da alcuni elementi della rosa che pare avessero festeggiato il suo esonero salvo poi rimanere spiazzati al suo ritorno. Successivamente, c’è stato il mercato di Gennaio dove il Benevento, come ha dichiarato il presidente Vigorito, non ha operato sul mercato perché era difficile migliorare la squadra e questo secondo me è stato un errore perché la mancanza di calciatori d’esperienza ha, senza dubbio, influenzato la seconda parte.”
Sulla ricostruzione – “È difficile dire da chi ripartirà la ricostruzione perché, vedendo il mercato in uscita, sono solo cinque i calciatori in scadenza e sono Lanini, Tosca, Capellini, Manfredini e Veltri. Di questi, quello che ha sicuramente qualche chance di restare è Veltri. Bisogna tenere però presente che molti altri contratti scadranno nel 2026 e che il Benevento ha un altro allenatore in rosa che è Michele Pazienza a cui scade anche a lui il contratto l’anno prossimo. Non sarà quindi facile operare sul mercato. Nei giorni scorsi c’è già stata una riunione tecnica dove si è già deciso come operare nella finestra di mercato estiva. È chiaro che ci sono anche elementi della rosa che non trovano spazio e che non hanno mercato e con cui bisognerà effettuare una risoluzione del contratto. Quello che verrà poi, sarà, tra le altre cose, il terzo anno del progetto triennale che avrebbe dovuto riportare il club nel calcio che conta. Credo che si ripartirà da pochi elementi della rosa corrente e credo che se si ripartirà dal direttore Marcello Carli bisognerà affiancargli una figura che conosce bene la categoria, come Di Toro che è un direttore sportivo abituato a fare mercato in Serie C, visto che ha dimostrato di avere qualche lacuna.”
Sul momento più emozionante vissuto con l’Afragolese – “Il momento più emozionante è stata la vittoria del 6 aprile con il Pomigliano. Siamo tornati a vincere dopo anni un campionato sul campo, è vero che nel 2020, l’Afragolese vinse il campionato ma quella vittoria arrivò perché con il COVID le classifiche furono congelate. Tra l’altro ebbi l’opportunità di raccontare questo momento in telecronaca ed è stato un momento fantastico. Poi potrei citarti anche il 4 Maggio scorso quando abbiamo vinto con la Real Normanna e abbiamo ottenuto il record di imbattibilità con il miglior attacco (che in realtà è dell’Ercolanese, ma in realtà l’Afragolese non l’ha avuto per un gol in meno ma è come se lo avesse raggiunto) e la migliore difesa. Tutto questo è stato frutto della meticolosa programmazione del DS Mennitto e del direttore generale Pannone. Il merito va anche al presidente che dopo un’annata deludente, a differenza di qualcuno che in questo calcio malato avrebbe rivoluzionato tutto, ha continuato ad affidarsi al duo Pannone e Mennitto dandogli a disposizione un budget minore rispetto a quello dell’anno precedente, ma anche uno staff importante e un allenatore importante. Quest’anno ci sono state bellissime conferme come Akrapovic e Simonetti delle bellissime scoperte come Puca. Come ho detto in precedenza, è partito tutto dopo la sciagurata partita con il Rione Terra, ci siamo seduti tutti insieme intorno a un tavolo e abbiamo programmato la prossima stagione. Tornando ai momenti memorabili, di questa stagione poi, potrei citarti anche il gol di Leone contro il Real Forio. Ma questi sono solo dei momenti, quello che rimarrà speciale e impresso nella mia mente è l’alzata della coppa.”
Sulla prossima stagione che vedrà l’Afragolese in Serie D – “Ci siamo presi alcuni giorni di riposo per ricaricare le batterie e volgere al meglio lo sguardo per la prossima annata. Ci sarà sicuramente una programmazione importante per capire che tipo di stagione andremo a fare. Faremo una stagione da protagonisti perché, a parer mio, la forza dell’Afragolese è sempre stata quella di non fare proclami e quella di di aver sempre detto di voler migliorare il piazzamento dello scorso anno. Abbiamo sempre ponderato le cose “a fari spenti e a vele spiegata” e ci siamo anche levati qualche sassolino dalla scarpa. Ci faremo trovare pronti ai nastri di partenza e avremo come asso della manica la nostra identità perché l’Afragolese è degli afragolesi e lo incarna a pieno il presidente Raffaele Mosca che ha dei collaboratori e una squadra il quale può vantare una squadra e dei collaboratori che lo sostengono quando le cose non vanno bene e che quando ci sono dei problemi lavano i panni sporchi in casa. Sappiamo che una stagione del genere sarà difficile da ripetere ma cercheremo di fare una stagione importante.”
