ESCLUSIVA CNP – Portici, Diego Maradona Jr.: «Venire qui scelta migliore, vogliamo essere protagonisti»

Il Portici 1906 ha ufficializzato la settimana scorsa di aver affidato la panchina a Diego Armando Maradona Jr., subentrato all’uscente Savio Sarnataro. Nonostante i pochi giorni di allenamento, gli azzurri si sono subito rialzati in campionato battendo per tre a uno il Castelvolturno nel confronto di domenica scorsa. Nella giornata di ieri Campania nel Pallone ha avuto l’occasione di scambiare qualche chiacchiera col nuovo allenatore del club all’ombra del Vesuvio, a pochi chilometri da quella Napoli per cui Diego resta uno dei simboli di riscatto più forti.

Un’occasione che si è creata con facilità, comunione di intenti e pochi dubbi su cosa rispondere: «Quando il presidente ha deciso di cambiare ha voluto fortemente che sedessi sulla panchina del Portici. Avevo già avuto modo di vedere la squadra, e mi è sembrata una squadra forte su cui poter fare un buon lavoro. Ho accettato senza nessun tipo di remore», ha esordito Maradona Jr. Una prima settimana vissuta con positività: «Abbiamo lavorato bene e sono contento di aver fatto un primo buon lavoro con la squadra, che ci sia stato un buon risultato (contro il Castelvolturno, ndr)». Avere pochi giorni e preparare una gara non è mai facile per provare a rialzarsi subito: «Ho cercato di dare qualche concetto calcistico mio, un’idea diversa da quello che si faceva prima, specie sulla prima costruzione e sull’inizio azione. Ma principalmente abbiamo lavorato sulla testa perché con quattro allenamenti non si poteva fare altrimenti».

Trovare una squadra che dalle prime impressioni stia bene non è cosa così scontata: «Arrivando qui ho trovato una squadra che da un punto di vista generale era preparata bene, il mio predecessore (Sarnataro, ndr) non mi ha lasciato una situazione disastrata. Questo mi ha reso le cose più semplici». E sul Portici che ci sarà da aspettarsi Maradona Jr. ha pochi dubbi su alcuni cardini del suo calcio: «Bisogna essere bravi ad adattarsi ad ogni situazione che presenza una gara, ma l’idea di calcio sarà sempre quella di essere protagonisti e di avere per quanto più possibile la palla; una filosofia dalla quale le mie squadre non devono scappare. Mi piace giocare a calcio ed essere protagonista», ribadisce il nuovo allenatore azzurro.

Portare sulle spalle un nome come quello di Maradona con orgoglio può essere talvolta un peso, ma Maradona Jr. ha già fatto i conti con il suo passato: «Il peso del mio nome è degli altri, io questo peso l’ho lasciato già anni fa. Io sono stato sempre consapevole – chiarisce – di essere io, e di non avere niente a che fare con mio padre. Nel senso che mio padre è una persona unica, con cui non puoi mai andare in competizione e non puoi mai metterti a paragone. E’ stato un’icona, ma non del calcio, del mondo intero».

Eppure c’è qualcosa che fa soffrire Maradona Jr., e non lo nasconde ai nostri microfoni: «Mi fa soffrire quando per esempio mi danno del raccomandato, e io alleno in Eccellenza, non in serie A; oppure c’è chi mi dà dell’incompetente e si chiede io come faccia a sedere in panchina. Ma io sto seduto in panchina perché ho il tesserino, è semplice! (sorride, ndr)». Nonostante quello che si dice, nella testa c’è solo chiarezza: «Non devo dare peso a queste cose, ma solo al lavoro quotidiano che faccio con lo staff e con la squadra. Continuo ad andare sulla mia strada, e la mia strada la conosce soltanto Dio; provando ad essere una persona educata, seria, un essere umano decente», conclude il tecnico.

Portici è una tappa della sua carriera che arriva al momento giusto, della vita personale e di quella lavorativa: «In questo momento è la migliore soluzione. In un momento delicato della mia vita personale, mi permette di stare accanto ai miei figli, ma soprattutto al tempo stesso di farlo allenando una squadra forte». E sulla Spagna: «Sarei potuto rimanere lì, ma non volevo star lontano dai miei figli. Se avessi potuto scegliere senza che fosse la vita a incanalarmi su certi binari, forse sarei rimasto in Spagna. Poi ho scelto di ritornare qui, è arrivato il Portici e per me è l’occasione giusta. Sono felice di essere qua».

Su dove può arrivare il Portici non può esserci una risposta certa: «Mi fai una domanda difficile: io posso sperare e prevedere una evoluzione di questa squadra, ma il calcio non è una scienza esatta. Non è che se lavori bene automaticamente ottieni risultati. Sabato (il confronto con il Gladiator, ndr) avremo subito una partita che ci darà un punto di vista più ampio», ha avvisato Maradona Jr. «Giochiamo contro una squadra forte, preparata e con un allenatore che ha vinto tanto in queste categorie (Francesco Farina, ndr). Ci confronteremo con qualcosa di più importante e capiremo che ci siamo per quel tipo di livello, almeno per ora».

Infine, Maradona Jr. risponde con gentilezza ad una domanda più intima, e cioè sulla prima immagine che ha di suo padre Diego appena ascolta pronunciare il suo nome: «L’esultanza contro la Grecia nel ’94, che dice qualcosa di lui che va oltre il suo essere calciatore».

FOTO: Alfredo Russo – SMM Portici 1906