Il Napoli non va oltre il pari contro il Verona e dunque manca l’appuntamento con la quinta vittoria di fila. Gli azzurri rimontano il doppio svantaggio accumulato nel primo tempo ma nel finale non riescono a trovare il gol vittoria, che avrebbero sicuramente meritato per il secondo tempo di grande generosità disputato. Uno stop che rischia di pesare non poco sulle ambizioni dei Campioni d’Italia, per i quali, stando alle precedenti prestazioni, la sfida ad un Verona in crisi ed ultimo in classifica appariva sulla carta quasi come una formalità. Invece la prima gara al Maradona del 2026 finisce per risultare come una doccia gelata, che in vista dello scontro diretto di San Siro con l’Inter non lascia margine di errore, perché per mantenere concretamente vive le possibilità di difendere il tricolore fino alla fine servirà necessariamente tornare da Milano con dei punti. Tenendo conto dei sontuosi picchi prestazionali toccati dal Napoli nell’ultimo periodo e della portata delle dimostrazioni di forza fornite in determinate gare, c’è indubbiamente da mangiarsi le mani al pensiero degli otto punti lasciati per strada contro avversarie come Torino, Udinese e Verona, è altrettanto vero però che, pur facendo del proprio meglio per sopperire, è praticamente inevitabile che la perenne emergenza infortuni con cui la squadra convive sin da inizio stagione ti presenti il conto.
A differenza delle precedenti apparizioni, che hanno visto gli azzurri spingere sull’acceleratore e prendere saldamente in mano il comando del gioco sin dal primo minuto, contro gli scaligeri l’approccio alla gara è stato decisamente molle. Nella prima frazione si è infatti visto un Napoli lento e compassato nel palleggio e costantemente in ritardo sulle seconde palle. Il primo gol del Verona nasce da una situazione di otto contro cinque nell’area di rigore partenopea ed il principale colpevole risulta Buongiorno, che si perde Frese lasciandolo totalmente indisturbato nel cuore dell’area di rigore. Nell’occasione troppo leggero anche Gutierrez, che concede assoluta libertà a Niasse al momento del cross. Avrà poi un impatto enorme sull’esito del match l’episodio del calcio di rigore che ha consentito agli uomini di Zanetti di raddoppiare. Nella fattispecie Buongiorno tocca il pallone con il braccio largo all’interno dell’area, ma dopo che Valentini gli salta addosso impattando duramente sul collo del difensore azzurro; di conseguenza la decisione corretta sarebbe stata la concessione del fallo in attacco.
Nel secondo tempo il Napoli rientra in campo con grande determinazione e spirito di squadra, assediando il Verona e provando a rimettere in piedi la gara con tutte le proprie forze, pur non trovando grande brillantezza in fase offensiva, dove l’assenza di Neres, sostuito da un Lang voglioso ma ancora una volta evanescente, si è fatta sentire non poco. A conferire maggiore esplosività è l’ingresso di Spinazzola. Dopo il gol con cui McTominay accorcia le distanze, gli azzurri trovano il 2-2 al 72′ con Hojlund, ma il gol viene annullato dal VAR a causa di un tocco con il polso da parte del centravanti danese al momento dello stop. Regolamento alla mano l’annullamento della rete è giusto, anche se il regolamento stesso lascia molte perplessità e svariate volte non è stato applicato in maniera corretta ed omogenea.
Secondo tale regolamento, se si va a segno nell’immediatezza di un tocco con il braccio la rete è da annullare, a prescindere dall’entità del tocco stesso. Tuttavia sarebbe opportuno lasciare spazio all’interpretazione del tocco, sulla base della quale si andrebbe poi a decretarne la punibilità o non punibilità. Nel caso specifico, il tocco di polso di Hojlund non incide minimamente sulla traiettoria della palla, che l’attaccante del Napoli avrebbe stoppato a prescindere, trattasi dunque di una decisione figlia di un regolamento che andrebbe assolutamente rivisto.
Il pareggio il Napoli lo troverà poi con Di Lorenzo all’82’, ma nel quarto d’ora disputato sul risultato di 2-2 pecca di lucidità nelle scelte, accusando probabilmente anche un po’ di stanchezza per il grande sforzo fisico e mentale profuso nel tentativo di rimonta. Agli azzurri non resta dunque che trasformare l’amarezza in energia positiva per disputare una grande prestazione a San Siro, gara in cui i Campioni d’Italia dovranno puntare ad esprimersi sui livelli toccati nell’arco delle quattro vittorie consecutive tra Supercoppa Italiana e Serie A e precedentemente in occasione delle vittorie contro Atalanta, Roma e Juventus, perché quel Napoli può risultare inarrestabile per chiunque.
