Italia, è rebus esterni: chi gioca in finale? Le possibili soluzioni

Poco meno di 48 ore e poi gli occhi di tutta Europa saranno puntati sul Wembley Stadium per la sfida tra Italia e Inghilterra, la finale del sedicesimo Campionato Europeo di calcio. I ragazzi di Roberto Mancini proveranno a chiudere nella miglior maniera possibile quella che a prescindere è stata una cavalcata trionfale, in grado di riaccendere la passione per la Nazionale a tutti gli italiani, un popolo intero tenuto davanti a uno schermo da una squadra unita, coraggiosa e ambiziosa: l’obiettivo è conquistare quel titolo che manca dal lontanissimo 1968, per farlo bisognerà preparare la partita perfettamente dal punto di vista tattico, e allora proviamo a fare il punto sul reparto dove ci sono le maggiori incertezze, quello degli esterni offensivi: Lorenzo Insigne, Federico Chiesa, Domenico Berardi e Federico Bernardeschi con compiti diversi, minutaggi diversi e responsabilità diverse hanno tutti dimostrato di poter dire la loro e di meritarsi di essere tenuti in considerazione, ma chi saranno i due titolari?

Al momento l’unico apparentemente certo della titolarità pare essere il capitano del Napoli. Lorenzo Insigne è uno degli MVP della nostra Nazionale, ad eccezione della terza sfida nel girone col Galles è sempre stato impiegato dal primo minuto, ripagando la fiducia con 2 goal, 211 passaggi riusciti su 262 (precisione dell’80%) e tantissimo lavoro sporco a servizio della squadra, ennesima dimostrazione della piena maturità calcistica raggiunta da un talento che è sempre stato fuori discussione. Il suo ‘tiro a giro’ è diventato un marchio di fabbrica ora temuto da tutta Europa, un jolly al quale appare francamente impossibile rinunciare, per caratteristiche tecniche Lorenzo è insostituibile e ad oggi può lasciare il campo solo se in condizioni fisiche precarie, o se le energie dovessero venire clamorosamente meno.

L’incognita maggiore è invece sulla fascia destra: all’inizio Mancini è sembrato puntare con insistenza su Berardi titolare, poi Chiesa dall’Ottavo contro l’Austria è salito in cattedra non uscendo praticamente più dal campo, e risultando decisivo anche nella partita con la Spagna, il suo bottino complessivo ad oggi è di 2 goal e 64 passaggi riusciti su 83 (precisione del 77%); l’ala del Sassuolo invece non ha mai segnato fino ad ora (contribuendo però attivamente all’autogoal di Demiral nella prima partita) ma si è rivelato tanto pericoloso in contropiede e soprattutto è sotto gli occhi di tutti la sua voglia di fare e la sua propensione al sacrificio, che gli hanno fruttato 82 passaggi riusciti su 113 (73% di precisione) e soprattutto 2 assist ai suoi compagni. In controtendenza con gli ultimi appuntamenti, potrebbe rivelarsi una mossa decisiva quella di partire con Berardi all’inizio e schierare Chiesa a un certo punto nella ripresa: questa potrebbe infatti essere una contromossa al maggiore punto di forza degli inglesi, la resistenza fisica che probabilmente li porterà a metterci in difficoltà nella seconda parte di gara, in quel momento avere in campo un motorino come Chiesa, instancabile e per lo più fresco, potrebbe darci una grossa mano e risultare la chiave di volta del match.

Parliamo ora della vera e propria mina vagante, Federico Bernardeschi: di gran lunga il meno impiegato dei quattro, per lui 93 minuti giocati (la maggior parte di questi nella partita col Galles), un buon 71% di precisione passaggi (25 riusciti su 35) ma soprattutto quella che sembra essere stata la reale molla del suo rilancio, il calcio di rigore contro la Spagna tirato di potenza all’angolino, con una personalità e degli ‘attributi‘ impressionanti per un giocatore vittima di tantissime critiche da parte di molti appassionati e addetti ai lavori che non lo volevano neanche tra i convocati. Roberto Mancini invece ci ha puntato sin dall’inizio, e col senno di poi sembra proprio avere ragione: col giusto ruolo, la giusta fiducia e i giusti compiti, Federico è un ragazzo che può essere utile a qualsiasi causa e che può mettere in mostra qualità non da tutti; non è una prima scelta, è quello più indietro nelle gerarchie, questo lo sa anche lui, ma c’è la certezza che se ce ne fosse bisogno si farà trovare pronto, con la possibilità di essere a sua volta pericoloso per gli avversari se utilizzato da subentrato, più fresco e lucido rispetto agli avversari.

Le varianti e il materiale umano a disposizione come visto ci sono, non ci resta che attendere le scelte del mister, continuando a sognare di vedere domenica il cielo di Londra tingersi di azzurro.

Foto: profilo facebook nazionale italiana