Non è stata una gara perfetta quella del Benevento, il risultato e qualche errore di troppo lo dimostrano. Di fronte il Parma di Maresca e dell’eterno Gigi Buffon, un organico che di qualità non ne ha poca – considerazione su cui fare attenzione – costruito, come detto dal tecnico, per ambire alla promozione in A. Eppure, sul campo, la sensazione è stata diversa. Andare al Tardini e fare la propria partita non è mai facile e Caserta ha dimostrato che il Benevento ha una rosa che può ambire ad essere protagonista nel prossimo campionato di B – come detto al diesse Foggia quest’oggi a Radio Kiss Kiss Napoli.
L’identità di gioco. Volontà di imporsi sul terreno di gioco, determinazione nel fare la gara e consapevolezza che un calcio offensivo comporta qualche rischio sono le prove dell’identità che il tecnico calabrese sta provando a imporre ai suoi ragazzi. Tanto gioco sulle fasce, terzini altissimi – quasi in una sorta di 2-3-5, in fase di possesso per sviluppare la manovra offensiva – e coinvolgimento delle qualità coi piedi di Alberto Paleari sono solo alcune tra le caratteristiche che emergono da questi primi incontri di B. Una differenza, rispetto alla gara con l’Alessandria, già s’è notata, come sottolineato anche dal tecnico: non forzare la giocata e aumentare la lucidità quando s’è soggetti alle ripartenze avversarie. Fatale quella del 97′ quando il Benevento sbaglia su un calcio d’angolo a favore e la qualità di Vazquez permette all’attaccante ducale di regalare tre punti all’esordio di Maresca al Tardini (una vittoria che mancava dallo scorso marzo 2021, quando il Parma batté la Roma per 2 a 0). Tuttavia, c’è da dire che i sanniti contro i padroni di casa hanno subito il giusto che c’è da subire contro una squadra che ambisce alla serie A. Poco impegnato Paleari nei primi 45 minuti, di più nei secondi quando per la prima fase della ripresa gli uomini di Maresca hanno provato a spingere il piede sull’acceleratore. Più pericolosi i sanniti: almeno tre le palle gol del match, dalla doppia occasione Calò-Improta alla potenziale palla del vantaggio sciupata da Moncini, a pochi minuti dal fischio finale. Tante certezze nel gioco, alcuni errori da limare, com’è giusto che sia: la strada resta quella giusta.
L’eterno Gigi. Eterno, come il vino che più invecchia e più fa la sua figura. La doppia parata di Buffon su Jack Calò e Riccardo Improta conferma quanto certe gare possano passare per i suoi guantoni. Più semplice quella sul centrocampista ex Pordenone e Juve Stabia, più buffoniana quella sul numero 16 sannita. E in più c’è il miracolo (in fuorigioco) sul colpo di testa di Moncini – le mani nei capelli dell’attaccante del Benevento sono emblematicamente simbolo della disperazione di molti attaccanti che si sono ritrovati di fronte l’ex portiere della Juventus e Campione del mondo. Non un caso, dunque, che il Parma abbia puntato su di lui: non soltanto una questione d’amore, non soltanto una nuova avventura per ritornare agli esordi, ma una sfida in cui Buffon può ancora dire la sua. Nella gara contro gli uomini di Caserta lo ha (ancora, e nemmeno ne avevamo bisogno) dimostrato, negando il vantaggio sannita che forse avrebbe incanalato la gara su binari totalmente diversi. Gianluigi Buffon sarà certamente decisivo per le sorti della squadra di Maresca: di contro a chi dice che un portiere non può fare la differenza e trascinare, facendo la sua parte, la propria squadra ad ambire alle zone blasonate della classifica.
Una sconfitta ‘indolore’. Resta l’amaro in bocca sì, senza dubbio, ma la gara di Parma ricorda innanzitutto che spesso calcio non è sinonimo di giustizia – quanto meno il risultato più giusto sarebbe stato un pari. Anzi, il calcio è sempre lì pronto a smontare qualsivoglia pronostico, indipendentemente da categorie e competizioni. Ed è uno sport bello anche per questo, se si sta dalla parte di chi esulta. È certo, però, che è meglio commettere degli errori, e quindi lavorarci su per correggerli, adesso piuttosto che nel bel mezzo del campionato. Il dispiacere è che il Benevento non meritava la sconfitta e che, anzi, forse avrebbe meritato qualcosina in più. La sconfitta, però, è indolore per un semplice motivo: la consapevolezza dei propri mezzi da parte di Caserta e squadra, consapevolezza trasmessa anche al tifo giallorosso, pronto a riconoscere sui social le qualità che sono emerse sul terreno di gioco. Qualità che fanno ben sperare (quasi scalpitare) sul ruolo che la società di Vigorito avrà nel corso di questo campionato di B, certamente uno degli più affascinanti degli ultimi anni. Ciò che, inoltre, scatena tanto ottimismo nell’ambiente sannita è il riconoscere la precisa identità di gioco che Caserta sta, con mano, plasmando sull’undici titolare, mettendo in mostra un calcio offensivo e propositivo che, ne siamo certi, con un pizzico di cinismo (e un Lapadula ritrovato) potrà far divertire nuovamente i tifosi tra mura amiche e non in tutta Italia.
Mercato chiuso. Ripartire dagli sforzi di Vigorito, come detto dal diesse Pasquale Foggia. Gli sforzi di un presidente che è riuscito a trattenere chi ‘pesava’, giustamente, sul monte ingaggi insostenibile per una categoria come la B. Glik, Ionita e Lapadula, insieme a Barba, Foulon, Improta, Sau, Insigne sono le riconferme del Benevento che è stato e che sarà, la buona ossatura su cui mettere le mani per provare ad agguantare nuovamente la serie A. I vari acquisti di Paleari, Calò, Elia, Brignola, Acampora, Masciangelo sono la ciliegina sulla torta di una rosa che conferma le ambizioni della società giallorossa. Come detto da Pasquale Foggia solo il campo darà il suo verdetto. Il primo è quello di Benevento-Lecce, gara ideale per ricominciare a far subito punti di fronte ai propri tifosi.
Foto: Benevento Calcio
Il racconto della Strega – Dall’eterno Gigi al calcio offensivo di Caserta: Parma e una sconfitta “indolore”
