Un campionato da Leoni. Il racconto dell’impresa sportiva della Mariglianese

Da Cenerentola senza scarpa a spauracchio delle grandi del girone H di Serie D. Se volessimo riassumere in pochissime parole la parabola della Mariglianese potremmo prendere in prestito queste. Sin dall’inizio di questa stagione sportiva abbiamo raccontato di una squadra con evidenti problematiche, legate pressoché all’assenza di un impianto sportivo adeguato per valorizzare ciò che, al contrario, c’è e fa a spallate per emergere il più possibile, vale a dire il gruppo squadra. L’interrogativo ricorrente ad inizio stagione e, fondamentalmente anche in seguito, è stato: riuscirà questa squadra a non soccombere, in un contesto paragonabile ad una Premier League della Lega Nazionale Dilettanti, potendo contare su qualche innesto d’esperienza – ma con una tenuta tutta da verificare – e su valori autoctoni come umiltà, pazienza e operosità?
Il girone d’andata ha parlato di una squadra che non solo si è goduta la prima esperienza in Serie D, con serietà e impegno alla causa, ma lo ha fatto alzando costantemente il livello delle prestazioni e vincendo gare contro colossi della categoria come Nola, Casertana e Lavello – queste ultime due arrivate addirittura a lambire il primato in autunno – e Nocerina, in una trasferta che rimarrà impressa nei cuori e nelle menti del popolo biancoazzurro. Il 2021 in Serie D ha, piano piano, assunto i contorni di una favola calcistica con la squadra di mister Luigi Sanchez decima dopo diciotto giornate, con 25 punti e, soprattutto, dopo aver mostrato un gioco propositivo, veloce e verticale, con interpreti di ottimo valore come Varchetta, Langella, Peluso, Aracri e il capitano e bomber Esposito.

Nonostante gli ottimi risultati conseguiti sul campo, il mese di dicembre si rivela più complesso di quanto il campo non faccia vedere. È nel periodo natalizio, infatti, che si verificano le prime turbolenze nel club che sfoceranno, poi, in un arresto della squadra nella cavalcata verso la permanenza in Serie D. Queste le parole del mister che ripercorrono la storia di quel periodo: “Io a questo paese devo tanto però c’è stato un momento, verso dicembre, dove qualcuno è entrato a far parte di questo club dando inizio a tante chiacchiere che hanno distratto la società. Risultato: un pessimo mercato di dicembre a cui però siamo stati bravi a porre rimedio a febbraio con la fortuna della riapertura del mercato. Le colpe degli errori di dicembre non sono state nostre, in fondo, ma di una confusione normale. Abbiamo avuto un vuoto numerico, avendo perso il nostro miglior giocatore. Pensavamo ad una quota salvezza intorno ai 40 punti ma non è stato così”. Accomodamento generale sull’idea di una salvezza tranquilla? Fiducia malriposta in chi si era presentato come conoscitore di calcio e uomo solidale alla causa Mariglianese? Forse. Sta di fatto che la squadra si presenta ai nastri di partenza del nuovo anno sgonfia, con pochi allenamenti nelle gambe – a causa della pesante ondata di COVID che ha travolto l’intero Paese a cavallo tra dicembre e gennaio – e senza una delle sue bocche di fuoco, ovvero Michele Peluso, passato alla Juve Stabia.

Nelle prime cinque uscite del 2022 la Mariglianese racimola un solo punto – nella sfida casalinga contro il Rotonda – mettendo a segno un solo gol, quello di apertura del match contro il Sorrento, che poi rimonterà con tre gol. La reazione, però, è incoraggiante, con la prima vittoria dell’anno che arriva il 20 febbraio al Santa Maria delle Grazie contro l’Altamura grazie al gol del nuovo acquisto Vincenzo Marzano. Una reazione, quella in campionato, che è figlia di un mercato – nella sessione straordinaria di febbraio – in linea con gli standard estivi e che porta alla corte di Sanchez il terzino sinistro Antonio Arrivoli, l’esterno destro Salvatore Micillo e lo stesso Marzano, un centrocampista con spiccate doti offensive. L’innesto dei nuovi stimola alcuni calciatori, un po’ in ombra nella prima parte di campionato, ad emergere. È il caso di Giuseppe Faiello, mezz’ala molto abile tecnicamente che beneficia della fiducia del mister e lo ripaga con ottime prestazioni, su tutte quella nel derby dello Sporting Club contro il Nola, nel quale la Mariglianese raccoglie un punto prezioso, con anche una punta di rammarico per la quantità di occasioni sprecate.

Nel mese di marzo la Mariglianese si appiattisce nuovamente, almeno per quanto riguarda i risultati, raccogliendo un solo punto. La squadra di Sanchez paga l’handicap di non aver mai, di fatto, giocato sul proprio campo dato che Mariglianese-Bisceglie è stata disputata sul neutro del Gobbato di Pomigliano D’Arco e, per giunta, a porte chiuse, in seguito alla squalifica del Santa Maria delle Grazie per tafferugli. Con Francavilla, nel recupero della diciannovesima di andata, Bisceglie e Casarano arrivano tre sconfitte, nonostante sussulti di orgoglio degli uomini più attesi Aracri ed Esposito, e si materializza lo spettro play-out, tenuto a debita distanza, fino ad allora, grazie all’eccellente girone d’andata. Lo 0 a 0 della trasferta di Gravina, riaccende, però, un fuoco nuovo che non si spegnerà più, nonostante l’immediata sconfitta casalinga contro un Cerignola spedito verso la Serie C, a inizio aprile.

Il periodo pasquale è anche il periodo della resurrezione definitiva della Mariglianese, oramai risucchiata nelle sabbie mobili della zona play-out ma mossa, allo stesso tempo da un impeto d’orgoglio. Inaspettata e storica, come d’abitudine qualche mese prima, la vittoria strappata sul campo della Casertana grazie ad un Aracri ritornato superlativo e alla nuova garanzia Marzano. Di giustezza e fortuna quelle contro il Matino e il Lavello, a proiettare la Mariglianese a quota 40 punti, insufficienti, tuttavia, per la salvezza diretta, ma con tre punti di bonus ancora da assicurarsi. Il 26 marzo, infatti, al Santa Maria delle Grazie, andava in scena Mariglianese-Nardò, valida per la 29a giornata di campionato e sospesa, a fine primo tempo, a causa di un infortunio del direttore di gara, quando i biancoazzurri si erano portati sul 2 a 0 grazie alla doppietta di Gennaro Esposito. Ebbene, la squadra di Sanchez non beneficerà mai di quel bonus, perché nel recupero del 30 aprile il Nardò ne rifila ben tre in soli 20 minuti, rigettando i Leoni nella fossa dei play-out e rischiando di fare lo stesso anche con il morale. Non aiuta, al morale appunto, la sconfitta nell’infrasettimanale con il Bitonto, con impegni proibitivi nelle ultime tre giornate e le dirette avversarie – con Casarano e Nardò su tutte – che non accennano a fermarsi.

È, però, in una domenica piovosa, quella dell’8 maggio, che la Mariglianese si rialza e lo fa nella sfida più importante contro la Nocerina. La vittoria contro i Molossi rilancia prepotentemente le ambizioni di una salvezza anticipata, ambizioni che diventano realtà solo sette giorni dopo quando, nella nuova Ischia, ovvero Brindisi, la Mariglianese si impone con la sua antica natura sulla squadra di mister Di Costanzo, evolutasi, nel frattempo, in una vera e propria corazzata nel girone di ritorno con un ruolino di marcia da promozione diretta. Il gol di Achille Aracri e i contemporanei risultati favorevoli sugli altri campi regalano ai Leoni l’aritmetica salvezza e fanno esplodere Marigliano e il triplice fischio dopo 10 minuti di recupero dà inizio ad una festa che, pare, non sia ancora finita.
Il pirotecnico pareggio casalingo per 3 a 3 contro la seconda forza del Francavilla, in quella che doveva essere la partita del dentro o fuori, simboleggia la leggiadria – attenzione, non leggerezza – con la quale questi ragazzi hanno vissuto questo campionato e, allo stesso, tempo la determinazione a non rimanere in un tunnel pericoloso di prestazioni e risultati nel quale era anche fisiologico entrare, a causa di una categoria che impone ritmi infernali e che imporrà anche il prossimo anno, quando la nuova Mariglianese di Abete targata Stiletti-Sanchez si ripresenterà forte di un anno di esperienza e pronta, ancora una volta, ad andare oltre i suoi stessi limiti.

Photo credits: Marco Credendino (pagina ufficiale Facebook US Mariglianese)