Gol e due legni per Simeone: l’argentino si conferma attaccante di razza

Il Napoli vive una brutta serata, scende in campo senza la giusta carica agonistica e finisce per abbandonare, in maniera tanto prematura quanto inattesa, il primo obiettivo stagionale.

Nell’incontro valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia gli azzurri pareggiano 2-2 con la Cremonese che s’impone poi ai rigori con il punteggio di 7-6 capitalizzando con cinque centri su altrettanti tiri l’errore di Lobotka che spiazza Carnesecchi ma spedisce la palla fuori.

Nel sottolineare i meriti dei lombardi che giocano con orgoglio e tenacia, stimolati dall’arrivo in panchina di Ballardini, è doveroso rimarcare la brutta prestazione dei partenopei che appaiono decisamente scarichi rispetto alla trionfale affermazione contro la Juventus e dopo aver rimontato lo svantaggio iniziale di Pickel, creano diverse occasioni pericolose ma pagano a caro prezzo l’incapacità nel riuscire a concretizzarle.

Giovanni Simeone, schierato titolare da Spalletti, dimostra ancora una volta tutto il suo valore e, probabilmente, solo la sfortuna gli nega la possibilità di ergersi ad assoluto protagonista della sfida. Il gruppo sta viaggiando su ritmi vertiginosi ma la convinzione è quella che il centravanti argentino possa ritagliarsi spazi importanti nella fase decisiva dell’annata.

Il Cholito mette lo zampino nell’azione dell’1-1 avventandosi sulla sfera respinta da Carnesecchi sulla sassata di Ndombele anche se il suo colpo di testa s’infrange sulla traversa prima che, fortunatamente, Juan Jesus riesca a ribadire in porta. Passano solo tre minuti però ed il titolare della numero 18 timbra il cartellino per il provvisorio 2-1 offrendo un saggio delle qualità dell’attaccante d’area di rigore quando elude la sorveglianza del suo diretto marcatore ed arriva puntuale all’appuntamento con il colpo di testa vincente.

Nei supplementari l’ex attaccante del Verona conferma l’istinto del bomber di razza seguendo la traiettoria del colpo di testa di Osimhen ma la sfortuna ci mette ancora una volta lo zampino e la palla termina nuovamente sulla traversa.