Benevento, il presidente Vigorito ad OttoGol: “Inter? Nessuno si aspetta niente, ma ci speriamo; il campionato? Insieme ci salveremo”

Nel corso della trasmissione OttoGol è intervenuto anche il presidente del Benevento, Oreste Vigorito. Tanti i temi affrontati dal patron delle Streghe: dagli elogi alla società il cui primo valore è l’unità alla questione stadi e biglietti per la sfida di mercoledì. Riportiamo nel dettaglio le sue parole:

E’ una bella fotografia quella di me bambino, felice di avere il giocattolo fra le mani e avere la maturità di non romperlo, fa sorridere. Bisogna riflettere sul fatto che i calciatori che vengono a Benevento vengono scelti perché, non potendo concorrere con molte squadre per calciatori come Lukaku o Ronaldo, abbiamo bisogno di uomini, di grandi professionisti scelti. Quelli scelti per lo staff devono avere una caratteristica: giocare a calcio sì, ma essere orgogliosi di essere a Benevento. In C non saremmo meno orgogliosi: l’orgoglio non viene dalla categoria, siamo noi che sposiamo la categoria con orgoglio. Come diceva mio fratello noi siamo una società e una squadra da serie A. Resteremo in serie A insieme.

Sulla gara con l’Inter. Penso che il meglio per un calciatore non sia un risultato, ma l’attesa come il sabato del villaggio di Leopardi. Vivere serenamente una vigilia, sapendo che abbiamo fatto del nostro meglio per arrivare alla gara. Sono sicuro che Inzaghi non stia dormendo moltissimo, ma spero che Bonomi
(collaboratore tecnico di Inzaghi, ndr) e Baggio (match analyst, ndr) possano dormire: tutti insieme diremo all’Inter che ‘qui c’è il Benevento’. Come Davide con Golia. Come ha detto Inzaghi, nessuno si aspetta niente, ma noi ci speriamo. Non c’è nessun problema che non abbia soluzione: anche la gara con l’Inter ha le sue soluzioni. Ritrovo nei calciatori vecchi e nuovi, le cose che dice Foggia quando mi trova in disaccordo. Spesso lui mi spiega i motivi per cui compra determinati calciatori: sabato li ho visti sul campo e questo mi dà molta fiducia per il futuro.

Sulla questione biglietti. Vorrei innanzitutto salutare tutti i tifosi del Benevento. La promessa degli abbonati gratis alla prima partita? Non vengo mai meno. Purtroppo, non è dipeso da me, e mi sembrerebbe ingiusto far entrare gratis soltanto una porzione di abbonati. Domani alle ore 15 si potrà acquistare il biglietto. Per contratto gli sponsor hanno diritto ad un determinato numero di biglietti per favorire i propri clienti. Molti degli sponsor hanno rinunciato al 50% dei biglietti che avevano per contratto, dandoci la possibilità di venderne qualcuno in più. Non è possibile assegnarli gratuitamente o sorteggiarli. In più abbiamo dovuto venderli in virtù delle norme di sicurezza del Covid e per garantire il distanziamento. Ci sarà una selezione degli orari di ingresso, invito tutti a rispettarlo.

Sui 14 positivi e sulla questione biglietti. La mia preoccupazione nasce dal fatto che stiamo facendo una corsa ad aprire gli stadi. Siamo costretti a decidere su cose sulle quali siamo ignoranti, io in primis. Domani abbiamo un’assemblea di lega per altre questioni, ma ci faremo portavoce per una preoccupazione che debba far tenere alta la guardia. Il Covid non è un problema che non riguarda soltanto le persone della nostra età. E’ un problema mondiale, l’Italia ha fatto bene e in particolare anche la Campania. Oggi sembra che tutto questo sia sparito.


Le mascherine sono obbligatorie anche allo stadio. Tutti insieme sconfiggeremo questo virus.Sulla questione stadio quello che posso fare è permettere la vendita soltanto agli abbonati dell’anno scorso. Io aperto a qualunque soluzione intelligente. I prezzi non saranno popolari, ma medio-bassi per una partita come questa. Con l’incasso che si realizzerà ci rimetteremo dei soldi per pagare i 100 uomini del personale. Non c’è speculazione. Mi sembrava giusto riservare la vendita a tutti, come si fa ad un concerto o alla prima di uno spettacolo.

Dopo Iago Falque. Ho scherzato con Foggia dicendogli oggi che avevo comprato due calciatori, è sbiancato
(ride ndr). Abbiamo una rosa nella quale abbiamo fuori 4-5 calciatori e che dobbiamo piazzare. Se fra i 21 calciatori c’è qualcuno di inferiore, Foggia è autorizzato a piazzare qualche colpo. Puntare su un Under significherebbe andare a fare uno sforzo economico gravoso dopo questo nostro mercato e in più c’è bisogno di una certa maturità. Dovendo far maturare qualche giovane preferiamo far maturare i nostri. Ho Inzaghi, Foggia, il Baggio, il Bonomi che insieme lavorano per far una bella squadra: l’ultimo che può dire una parola sono io. Se i risultati sono grinta, volontà, coraggio, nessuno di noi dovrebbe suggerire a questo staff ciò che bisogna fare.”