IL PUNTO DEL GIORNO DOPO – Napoli-Barcellona 1-1: alcuni segnali buoni dopo 30 minuti da horror. Tutte le speranze riposte nel duo Calzona-Sinatti

Il Napoli pareggia 1-1 contro il Barcellona nell’andata degli Ottavi di Finale di Champions League. Un risultato che lascia aperto il discorso qualificazione in vista della gara di ritorno, in programma il prossimo 12 marzo in quel di Barcellona. L’auspicio è che entro tale data la squadra possa quanto più possibile assimilare i codici tattici di Francesco Calzona, insediatosi sulla panchina azzurra a meno di 48 ore dal fischio d’inizio dalla importante e delicata partita di ieri. Altro obiettivo dovrà essere quello di recuperare una buona condizione atletica generale, un aspetto in cui gli azzurri continuano ad apparire carenti ed in merito al quale bisogna riporre tutte le speranze nel preparatore atletico dell’annata scudetto, vale a dire Francesco Sinatti, che con l’avvento di Calzona ha fatto ritorno all’interno dello staff tecnico azzurro. Come noto, Sinatti ha fatto le fortune del Napoli non soltanto nel corso delle due stagioni con allenatore Luciano Spalletti, ma anche durante il triennio sotto la guida di Maurizio Sarri.

In definitiva il pari contro i catalani può sicuramente essere definito un risultato d’oro, non soltanto per come il Napoli ci è arrivato a questa sfida, ma anche per il modo in cui si è sviluppata la mezz’ora iniziale. Nei primi trenta minuti gli azzurri hanno infatti manifestato un senso di fragilità che non faceva ben presagire ed il Barcellona dava l’impressione di arrivare al tiro con estrema facilità, approfittando di vere e proprie voragini a centrocampo. Approposito di questo, Calzona, come da lui stesso ammesso nel post gara, avrà tanto da lavorare sul piano tattico ed in modo specifico sulla fase difensiva, che, per quanto lui sia un tecnico che predilige un calcio propositivo, è un suo marchio di fabbrica. Non a caso, le maniacali esercitazioni inerenti la fase difensiva che balzavano all’occhio in occasione dei ritiri estivi con allenatori Sarri e Spalletti, erano gestite proprio dallo stesso Calzona, che come noto è stato il vice dell’attuale allenatore della Lazio per l’intera durata della sua esperienza partenopea ed ha anche fatto parte dello staff del tecnico di Certaldo nel corso della prima delle sue due stagioni alla guida del Napoli, prima poi di ricevere l’offerta dalla nazionale slovacca, che gli ha dato l’occasione di svolgere il ruolo di capo allenatore per la prima volta in carriera.

Trascorsa la prima mezz’ora, i partenopei fortunatamente sono riusciti a prendere maggiormente le misure e tra il finale di primo tempo e la ripresa hanno complessivamente fatto meglio del Barcellona. Ci sono stati alcuni spunti interessanti in riferimento alla pressione alta e alla costruzione dal basso, la qual cosa conferma che le idee di Calzona siano idonee alle caratteristiche della squadra ed per l’appunto molto vicine ai principi di gioco che hanno fatto di essa una vera e propria macchina perfetta sotto la guida di Luciano Spalletti. Ma chiaramente c’è bisogno di tempo.

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