Serviva una grande dimostrazione di concretezza, maturità e spirito combattivo dopo il pari nel derby con la Juve Stabia e la delicata situazione Covid ad aleggiare costantemente sullo sfondo, e l’Avellino ha fatto esattamente ciò che doveva: vincere e convincere.
La partita comincia in maniera lenta, fasi di studio tra le due formazioni in campo e il Foggia che prova a tenere palla in una partita a tratti nervosa e stoppata da qualche fallo di troppo, tuttavia i Lupi non si lasciano intimorire e al minuto 35 sbloccano il match quando Rizzo mette una palla in mezzo dove arriva Adamo, quest’ultimo tenta la conclusione ma questa diventa involontariamente un assist al bacio per Sonny D’Angelo che trova la via della rete e conferma di essere in un momento di forma stratosferico: 3 goal in 4 partite, è lui l’uomo simbolo di questo sorprendente Avellino di inizio stagione.
Da questo momento in poi la partita vede i verdi come unici padroni del gioco, viene annullato un incredibile goal dalla distanza a Ciancio (l’arbitro riteneva che Santaniello in offside coprisse la visuale al portiere avversario, decisione discutibile) e in avvio di ripresa c’è anche una nitida occasione per Bernardotto non sfruttata: sempre Bernardotto qualche minuto dopo si procura un rigore netto che verrà realizzato in maniera impeccabile da Santaniello. L’Avellino non molla la presa e sfiora il terzo goal con Maniero, poi al minuto 41 della ripresa arriva la prima rete subita in Campionato dall’Avellino: Vitale insacca con un gran bel tiro al volo e il Foggia rientra improvvisamente in partita, ma in sostanza al di là di un quantitativo di ansia leggermente maggiore in casa Avellino per gli ultimi minuti non si registrano colossali occasioni.
L’incontro termina 1-2 e l’Avellino conquista 3 punti di importanza straordinaria su tutti i fronti: imbattibilità intatta e vittoria ottenuta contro un avversario in cerca di punti e su un campo storico, i verdi dimostrano compattezza, cinismo e più in generale grande forza e sicurezza nel gestire incontro ed energie nei momenti clou. La situazione in classifica è ora ottima con l’Avellino situato al quarto posto a 2 punti dalla Ternana (che ha due partite in più) e a 1 punto da Teramo e Bari (una partita in più a testa). Senz’altro prematuro esprimere pronostici e giudizi che ad oggi sarebbero sicuramente affrettati e fuoriluogo, ma la sensazione comune è che questo Avellino abbia sicuramente un grande potenziale all’interno della rosa, una squadra che può giocarsela con tutte le formazioni presenti nel girone, sognare non costa nulla e questo inizio di stagione ci dice che la Serie B non è pura utopia.
TABELLINO
FOGGIA (3-5-2): Fumagalli; Gavazzi, Gentile, Germinio; Kalombo (1′ st Dell’Agnello), Raggio Garibaldi (1′ st Ndiaye), Garofalo (36′ st Vitale), Di Masi, Agostinone; Curcio (32′ st Balde), D’Andrea (45′ st Tascini). All.: Marchionni.
AVELLINO (3-5-2): Forte; Ciancio, Miceli, Dossena (32′ st Rocchi); Rizzo, Aloi, De Francesco, D’Angelo (26′ st M. Silvestri), Burgio (26′ pt Adamo); Santaniello (26′ st Maniero), Bernardotto (26′ st Fella). All.: Braglia.
