Domenica sera l’Italia sfiderà l’Inghilterra a Wembley nell’ultimo atto del campionato europeo. In tutto lo stivale c’è tanta attesa e trepidazione in vista di una notte in cui la nazionale di Roberto Mancini avrà la possibilità di coronare il sogno e scrivere una pagina di storia del calcio italiano. Probabilmente tre anni fa, dopo la disfatta della mancata qualificazione al Mondiale in Russia, nessuno avrebbe scommesso su un’Italia che oggi si sarebbe ritrovata in procinto di disputare la Finale di un Europeo. Il merito va in primis al CT Mancini, che dalle ceneri ha saputo ricostruire svolgendo un lavoro straordinario. Gli azzurri sono arrivati fin qui dopo aver superato ostacoli duri con grande personalità, forza mentale e caparbietà. E’ una squadra che nel cammino verso la Finale ha mostrato capacità di imporre il proprio gioco e di mettere in mostra un grande calcio, ma allo stesso tempo di saper soffrire e di riuscire a compattarsi nei momenti di difficoltà. Uno dei maggiori punti di forza di quest’Italia è certamente il gruppo ed è una nazionale che dà l’idea di una squadra di club anche sotto quest’aspetto, oltre che per i dettami tecnico-tattici. Una volta arrivati in Finale ovviamente l’obiettivo è alzare la coppa e in caso contrario resterebbe l’amaro in bocca, ma, a prescindere dall’epilogo, sarà un Europeo da ricordare per come questo gruppo è riuscito a far divertire e sognare una nazione intera, a farle riscoprire dopo anni le emozioni che regalano le notti magiche d’estate in cui l’Italia scende in campo nella fase finale di un Europeo o di un Mondiale.
Alla vigilia della Semifinale contro la Spagna c’era molta curiosità sul come si sarebbe svolta la gara, in quanto si sfidavano due squadre che condividono la propria idea di gioco e che vanno entrambe alla ricerca del palleggio. Sul piano del gioco va detto che gli iberici sono stati superiori, la formazione di Luis Enrique ha dominato nel possesso palla e avuto l’iniziativa per quasi gli interi 120 minuti. Ma l’Italia è stata brava ad adattarsi al tipo di situazione e a tornare alle origini per una sera, riuscendo a tenere botta con un’ottima fase difensiva. Dunque oltre ad un attacco esplosivo e ad un centrocampo di qualità e sostanza, si può dire senza ombra di dubbio che gli uomini di Mancini possono vantare anche una difesa solida. Un fattore fondamentale e che come si è visto può aiutare a gestire al meglio i momenti di difficoltà. Gli azzurri hanno tenuto la porta inviolata nelle tre partite della fase a gironi anche in virtù di un’Italia che ha dominato in un lungo e in largo e che raramente ha permesso agli avversari di avvicinarsi alla porta difesa da Donnarumma. A partire dall’Ottavo di Finale contro l’Austria, ci sono sempre stati nell’arco dei novanta minuti dei momenti di sofferenza, nei quali la compattezza di squadra ha permesso di respingere gli attacchi avversari. Ciò ha fatto la differenza anche in occasione dei Quarti contro il Belgio, dove l’Italia, dopo una gara dominata e in cui ha avuto in mano il pallino del gioco per larghi tratti, è riuscita a vanificare al meglio gli assalti belgi quando nel finale ha visto le proprie energie venire un po’ a mancare.
Soffermandoci sugli interpreti del reparto difensivo, l’esperienza e il carisma di Bonucci e Chiellini si è confermata determinante a prescindere dal passaggio a vuoto in occasione della rete di Morata. Per quanto possano essere due calciatori che non attirano particolare simpatia nei loro confronti, va ammesso che rappresentano un valore aggiunto sotto l’aspetto della leadership. E’ stato davvero splendido l’europeo di Leonardo Spinazzola, che nelle cinque gare disputate è sempre stato tra i migliori in campo fornendo delle prestazioni sontuose, MVP contro Turchia e Austria. Il terzino della Roma è stato a dir poco devastante sulla fascia sinistra e ha messo in mostra a pieno le sue doti nella fase di spinta, in diverse delle reti messe a segno c’è stato il suo zampino. Purtroppo nella ripresa di Belgio-Italia, un ennesimo scatto fulmineo gli è costato un grave infortunio al tendine d’achille. Tanta sfortuna per un ragazzo che avrebbe ampiamente meritato di giocare questo Europeo fino alla fine, ma nel bilancio finale non si potrà assolutamente escludere Spinazzola dai protagonisti assoluti della spedizione azzurra.
Può definirsi da favola anche il campionato europeo del terzino del Napoli Giovanni Di Lorenzo, che a suon di prestazioni di grande sostanza si è conquistato con merito il posto da titolare sulla fascia destra. Con la Spagna altra prova sontuosa per l’ex Empoli, che nel duello con Ferran Torres ha completamente annullato l’esterno offensivo spagnolo, sempre anticipato e contrastato dal quasi 28enne. Di Lorenzo ha svolto una fase difensiva egregia, di grande personalità, padronanza e sicurezza, confermandosi un terzino di straordinaria completezza. Parliamo di un calciatore sempre in costante crescita, pronto ad occupare varie posizioni, dal centrale difensivo al terzino sinistro, infatti a partire dal minuto 74 della sfida agli iberici Mancini l’ha spostato sulla corsia mancina. Giovanni Di Lorenzo sarà ovviamente tra i punti fermi del Napoli di Spalletti, al quale nel corso di questa estate potrebbe accasarsi un altro terzino della nazionale, ovvero Emerson Palmieri. L’esterno italo-brasiliano esplose alla Roma proprio con il tecnico di Certaldo in panchina e quest’ultimo nella conferenza stampa di presentazione ha fatto intendere che c’è stato un contatto tra i due. Emerson dopo l’infortunio di Spinazzola ha il posto da titolare assicurato, ma c’erano dei dubbi in merito alla sua attuale tenuta fisica, in quanto è reduce da una stagione in cui ha trovato pochissimo spazio al Chelsea. Però la sua prestazione in Italia-Spagna è stata più che buona, ha spinto molto bene sulla fascia ed è stato protagonista delle azioni che hanno portato alle due palle gol degli azzurri nel primo tempo, colpendo anche un palo. Non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, ma sta visibilmente crescendo di condizione. Palmieri, con la sua velocità, tecnica e fisicità, può sicuramente essere l’uomo giusto per il Napoli, che necessita di un salto di qualità sulla fascia sinistra.
