I primissimi giorni del 2022 sono stati caratterizzati dal punto di svolta di una telenovela che in casa Napoli ha tenuto banco per mesi. Come ormai ben noto, Lorenzo Insigne si trasferirà al Toronto nel mese di luglio. Poco più di dieci giorni fa l’attuale capitano del Napoli ha firmato con il club canadese un contratto di cinque anni e mezzo e andrà a percepire un ingaggio faraonico. Per mesi si è parlato di un possibile rinnovo del contratto, ma dal famoso ammutinamento del novembre 2019 i rapporti tra il calciatore e il presidente De Laurentiis si sono fortemente incrinati. Il patron è parso piuttosto irremovibile nella sua volontà di effettuare una sostanziale riduzione del monte ingaggi ed infine è stato proprio questo il principale motivo che ha portato alla separazione. Insigne aveva espresso la volontà di restare in azzurro e la richiesta sua e dell’agente Vincenzo Pisacane era di un prolungamento alle stesse cifre d’ingaggio attuali, ovvero 4.5 milioni di euro a stagione.
De Laurentiis ha respinto con fermezza la proposta e riguardo allo stipendio non si è spinto oltre i 3.5 più bonus.
Qualora le sue richieste fossero state accolte, Lorenzo avrebbe rinunciato agli 11.5 milioni più 4.5 di bonus offertigli dal Toronto pur di rimanere nella sua città. Dunque è presumibile che nella faccenda sia ad un certo punto subentrato anche l’orgoglio. In effetti va detto che proporre un prolungamento con ingaggio dimezzato ad un calciatore come Lorenzo Insigne, nel pieno della carriera, capitano e leader tecnico della squadra, patrimonio di Napoli e del Napoli, punto fermo della nazionale italiana nonchè Campione d’Europa, è tutt’altro che consuetudine. Ma i nuovi parametri del monte ingaggi del Napoli, hanno di fatto indirizzato l’offerta del club ad una cifra minore da quella percepita attualmente dal numero 24 azzurro, che infine ha deciso di accettare la proposta del Toronto.
La scelta del giocatore di firmare per il Toronto è pienamente comprensibile da un punto di vista economico, ma certamente non può definirsi la soluzione adatta per il prosieguo della sua carriera. E’ da considerare principalmente una scelta di vita, in quanto andare a giocare in MLS corrisponde sì arricchirsi notevolmente, ma allo stesso tempo significa consiste in pratica nel dare l’addio calcio che conta. Tuttavia la scelta è legittima.
Una decisione forse dettata anche dalla necessità di sentirsi libero da pressioni, dopo anni in cui è stato il capro espiatorio di una buona parte di tifosi e addetti ai lavori. Insigne ha sempre dovuto portare sulle proprie spalle un peso enorme e che spesso gli ha causato insofferenza, ovvero quello di non avere margine di errore ed essere continuamente subissato di critiche ingenerose a prescindere. Tra Lorenzo Insigne e la tifoseria napoletana è stato un rapporto di amore e odio, ma la realtà è che il numero 24 mai è stato apprezzato come avrebbe meritato, nonostante a suon di gol e assist sia entrato di diritto nella storia del club. In alcune situazioni è stato proprio il forte senso di appartenenza nei confronti della maglia azzurra a fargli manifestare le sue fragilità, ma non vanno dimenticate tutte le volte in cui ha saputo prendersi con personalità la squadra sulle spalle. Il talento di Frattamaggiore negli ultimi anni ha mostrato una crescita esponenziale, oltre che dal punto di vista della continuità di prestazioni in campo, anche sotto l’aspetto del carattere. L’abnegazione non è mai mancata, anche nei momenti di maggiore difficoltà. Figure come Antonio Juliano e Beppe Bruscolotti hanno certamente rappresentato qualcosa in più in termini di carisma, ma per talento e apporto fornito Lorenzo Insigne è indubbiamente il miglior napoletano di sempre ad aver giocato nel Napoli, i numeri lo confermano in pieno.
In fin dei conti da questa storia ne escono tutti sconfitti: il club che non ha mai palesato la reale volontà di arrivare ad un accordo per il rinnovo, la piazza che non ha riposto il giusto affetto nei confronti di un figlio di Napoli e in parte anche lo stesso Lorenzo Insigne, che a soli 31 anni correrà il forte rischio di sparire dai radar e col tempo anche di perdere il posto in nazionale, ovviamente ciò non glielo si augura.
Lorenzo Insigne va certamente ringraziato ed è assolutamente giusto che di lui venga conservato un bellissimo ricordo, così come resterà indimenticabile e per sempre nei cuori dei veri tifosi azzurri il tridente dei piccoletti con Josè Maria Callejon e Dries Mertens, che a pari merito con quello composto dai tre tenori, ovvero Hamsik-Lavezzi-Cavani, è secondo soltanto alla MA.GI.CA.
Foto: SSC Napoli
